14/01/2009
TUMORE AL SENO:troppa prevenzione?
(da Tempo Medico n. 810 )
Stefano Ciatto, del CSPO di Firenze, critica le raccomandazioni per una corretta prevenzione del tumore al seno pubblicate da Umberto Veronesi sul mensile
Nel numero di aprile di "Ok", rotocalco di salute di grande diffusione, Umberto Veronesi dà quattro ricette per la prevenzione del tumore al seno: autopalpazione mensile dai 25 anni; ecografia annuale dai 25 ai 40; ecografia annuale e mammografia biennale dai 40 ai 49,; ecografia annuale dai 50 ai 60 e mammografia annuale dai 50 anni. Queste raccomandazioni in tema di prevenzione sono certo animate da grande speranza, ma poco supportate da prove scientifiche.
1. autopalpazione mensile dai 25 anni: le donne che la praticano scoprono tumori di dimensioni più piccole delle donne che non lo fanno. Ciò offre maggiori probabilità di terapia conservativa, ma non sembra anticipare la diagnosi al punto da ridurre la mortalità (due grandi studi controllati, negativi)
2. ecografia annuale dai 25 ai 40 anni: che l'ecografia scopra cancri asintomatici non è il punto. Il punto è quanto costa scoprire un cancro con l'ecografia (costi economici, falsi positivi, paura, biopsie inutili). Certamente dai 25 ai 40 anni, dati i limiti e gli errori dell'ecografia e la rarità della malattia, tali costi non sono accettabili.
3. ecografia annuale e mammografia biennale dai 40 ai 49 anni: i principali consessi scientifici non raccomandano lo screening "di popolazione" (gratuito, su invito) nelle 40enni, per il costo molto elevato, la relativa bassa frequenza della malattia, e il fatto che lo screening mammografico nelle 40enni sembra ridurre la mortalità al massimo del 10-15%. Peraltro il beneficio esiste, e lo screening mammografico appare lecito su base individuale, purchè la donna sia informata che il beneficio è limitato. Per la bassa sensibilità della mammografia tutti raccomandano che si
a eseguita ogni anno, non ogni due. Di contro, nessuno raccomanda l'uso sistematico dell'ecografia, né vi sono studi scientifici che ne supportino l'indicazione.
4. ecografia annuale dai 50 ai 60 anni e mammografia annuale dai 50 anni: la raccomandazione corrente (Comunità Europea, Ministero della Salute) è la mammografia biennale, che è dimostrato consente una notevole riduzione di mortalità. Non c'è evidenza che lo screening annuale sia più efficace. Non abbiamo ancora abbastanza fondi per un programma attivo biennale in tutto il paese (solo il 70%), figuriamoci uno screening annuale, che costerebbe il doppio. Quanto all'ecografia per compensare la mammografia in presenza di seno denso radiologico, ci sono due studi controllati in corso (ACRIN, RIBES). Dati preliminari (RIBES, Italia) suggeriscono costi proibitivi (oltre 1300 ecografie per trovare un cancro occulto alla mammografia). Tutto si può fare. Ma non è detto che sia utile, o che non abbia effetti negativi. La popolazione tende a credere alle raccomandazioni in tema di prevenzione, ma anche a sovrastimarne i possibili vantaggi: è bene essere sinceri nelle promettere, spiegando i pro e i contro. Se il nostro paese mettesse in atto le raccomandazioni di Veronesi, tutto il programma (screening gratuito biennale nelle donne di 50-69 anni) che faticosamente si sta realizzando nel paese e che "certamente" può promettere di salvare centinaia di vite ogni anno, dovrebbe chiudere i battenti, perché i fondi andrebbero a sostenere pratiche della cui utilità la scienza non fornisce a tutt'oggi alcuna prova.
<< visualizza tutti gli articoli |