03/11/2009

LE PAURE DELLE FUTURE MAMME

PAURA DI NON TORNARE COME PRIMA
Il desiderio di conservare la propria forma fisica. Il mantenersi in forma e sentirsi belle anche in gravidanza quando il corpo subisce gli inevitabili fisiologici cambiamenti, aiuta a prevenire la depressione postpartum come dimostra un recente studio australiano condotto su ?? donne. Bastano poche attenzioni, precauzioni per conservare la propria forma fisica. Smagliature, cellulite, eccesivo aumento ponderale, macchie scure, perdità di tonicità dei tessuti, ritenzione idrica possono essere ridotte con poche semplici precauzioni, quando possibile, facendo ricorso alla dermo - cosmesi. La cellulite può essere controllata per limitare questo spiacevole inestetismo cutaneo con semplici accorgimenti con una dieta corretta priva di grassi o pochi, fritti, un’adeguata idratazione (circa 1,5 - 2lt. di acqua al giorno), stile di vita corretto e massaggi linfodrenanti e riflessologia plantare. Anche le smagliature possono essere prevenute è tenere sotto controllo l’aumento di peso, idratare la pelle con creme locali. Non dimentichiamo che alcuni disturbi estetici sono destinati a scomparire dopo alcuni mesi dal parto. Attualmente l’immagine che i media inviano della gravidanza è di un periodo di smagliante forma fisica. Attrici, show-girl esibiscono le proprie rotondità con molta fierezza, lavorano fino al termine della gravidanza e ritornano in perfetta forma fisica subito dopo il parto. Un cliché che non è detto coincida con il vissuto di ogni donna in attesa del proprio figlio. Non per questo comunque se questi nove mesi non sono per la donna il massimo benessere ci si deve sentire inferiori, non è una debolezza. Pelle e capelli più luminosi anche grazie al nuovo ambiente ormonale. Prendersi cura del proprio corpo. La paura di non tornare come prima può nascondere però problemi più generali come ad esempio il fatto di non poter condurre più la vita di prima, per le molte rinunce personali e magari professionali. L’ansia di tornare come prima è più sentita nelle future giovani mamme. L’età della prima gravidanza oggi posticipata rispetto al passato permette di sfruttare la propria esperienza ed accettare con maggiore serenità i cambiamenti che la gravidanza prima e la nascita di un bimbo poi, determinano. Anche se ora la scelta è più consapevole rispetto al passato quindi questa consapevolezza fa si che abbiamo meno paure, timori. Ma il momento biologico non sempre coincide con il momento professionalmente migliore, adeguato alla nascita di un figlio.
PAURA LEGATE ALL’EPOCA GESTAZIONALE
Le preoccupazioni della futura mamma non sono sempre le stesse nel corso della gravidanza.
Nel 1° trimestre la paura della perdita è sicuramente la principale. Non esistono dati statistici sugli aborti spontanei. E’ ormai noto che l’aborto spontaneo del primo trimestre si verifica più frequentemente di quanto veniva stimato in precedenza (15 - 20% di tutte le gravidanze). Sebbene la reale incidenza di aborto spontaneo sia sconosciuta, si stima che il 15-40% di gravidanze esitano in aborto spontaneo. Il 75% si verifica prima della 16ma settimana e il 62% prima della 12ma settimana. L’incidenza di aborti subclinici spontanei è stimata del 8%, ma è probabilmente molto più alta, essendo basata su osservazioni effettuate in corso di cicli di fertilizzazione in vitro.
In circa il 60% di aborti spontanei che si verificano nel primo trimestre di gravidanza, vi è cariotipo anomalo o anomalia cromosomica e questo è da considerarsi un vero e proprio processo di selezione anturale che sembra eliminare ca. il 95% degli errori morfologici o citogenetici. Questo spiega perchè solo le pazienti che hanno avuto 3 o più aborti spontanei vengano sottoposte ad accertamenti diagnostici.
Con il secondo trimestre la futura mamma si rassicura sull’evoluzione della gravidanza ed è allora che compare un altro spettro: il mio bambino sarà sano? Al giorno d’oggi sono diversi i mezzi di cui dispone il ginecologo per saperlo; oggi la medicina ha notevoli strumenti per poter dare una risposta a questi interrogativi, che tolgono la serenità alla donna:test sul sangue, ecografie, amniocentesi. Esami invasivi come l’amniocentesi e la villocentesi, non invasivi quali l’ultra-screen, la traslucenza nucale in grado di porre una stima del rischio oggettivo, valutare il rischio basandosi sul risultato di un test biochimico abbinato a quello ecografico per formulare il rischio di avere un figlio con un’anomalia cromosomica. Metodiche diverse che possono ad ampio raggio indagare il feto dando maggiore tranquillità.
PAURA DELLE MALATTIE INFETTIVE
come la Toxoplasmosi, malattia che può essere daignosticata rapidamente con un semplice prelievo di sangue, oltre che trattata con farmaci specifici. Molte paure sono legate al timore che l’assunzione di farmaci possa nuocere al bambino. Le conoscenze attuali sulla sicurezza dei farmaci permette di prescrivere alla donna medicine che prima erano proscritte, ad esempio l’uso di alcuni antibiotici per trattare infezioni urinarie frequenti in gravidanza, evitano complicazioni serie. segue Paura dell’epoca gestazionale L’attività fisica è consentita fino ai limiti naturalmente imposti dall’insorgenza della fatica, tranne per gli sport più a rischio: equitazione, bicicletta, sci, immersioni subacquee.
RAPPORTI SESSUALI
I rapporti sessuali non sono controindicati in gravidanza eccetto per alcuni casi particolari. E’ importante anzi, mantenere e rafforzare una certa intimità di coppia, evitare di concentrare l’attenzione solo sul bimbo in arrivo, non escludendo il partner, ma rendendolo partecipe. Perchè rinunciare al proprio sex appeal in gravidanza?
TERZO TRIMESTRE
Paura che il bimbo nasca prematuramente, serenità dopo la 33ma settimana, paura del parto, di non farcela fisicamente. Parto naturale per via vaginale Parto cesareo Analgesia in travaglio di parto La paura dei dolori del parto, è oggi superata grazie al ricorso all’analgesia con l’introduzione dell’anestesia epidurale che permette di vivere quasi tutto il travaglio senza avvertire dolore ma rimanendo reattive e sveglie anche durante il periodo espulsivo, quando la partecipazione attiva della donna è di fondamentale importanza. La tecnica chirurgica praticata oggi permette di ridurre i tempi dell’intervento azzerando quasi i rischi legati alla chirurgia e riducendo drasticamente il periodo di convalescenza. Anche in questo caso l’anestesia spinale permette alla mamma di essere e sentirsi partecipe nel momento in cui il bambino viene alla luce.
PAURA DI NON AVERE LATTE
e di non riuscire ad allattare: seguire i consigli o chiedere all’ostetrica e alle puericultrici come attaccare il bambino che fatica ad attaccarsi al seno? Le ragadi possono essere prevenute con applicazioni di prodotti locali o con semplici accorgimenti come l’uso di t-shirt larghe ed evitando l’uso di profumi o altro a base alcolica.
Invitare la futura mamma ad esternare le proprie paure parlando liberamente al medico Non farsi condizionare dai racconti di parenti e amiche Il numero di visite forse eccessive, non necessarie se non per tranquillizzare Quando preoccuparsi e rivolgersi allo specialista Quando in casa ci sono fratellini/sorelline
A cura della Prof. Dott.ssa Giovanna Testa


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