04/04/2006
MENOPAUSA PRECOCE
Intervista “Corriere della Sera - Salute” alla Dott. G.Testa del 27 marzo 2005
La Scienza della Salute
Per alleviare i classici disturbi menopausali, come le vampate, la soluzione può essere la terapia ormonale sostitutiva, la cui tollerabilità è maggiore se la donna è giovane.
Come nella situazione fisiologica, il primo segnale tangibile della menopaussa incombente sono le irregolarità mestruali, spesso accompagnate dal fastidioso corredo di manifestazioni tipiche del climaterio:vampate di calore, sudorazione notturna, secchezza vaginale e svariati disturbi della sfera psicologica, tra cui ansia, insonnia, variazioni del tono dell’umore e non ultimo, un calo del desiderio che può avere pesanti riflessi sul rapporto di coppia.
Ma come si fa ad esser certi che le mestruazioni altalenanti siano le prime avvisaglie di menopausa prematura
E non la conseguenza di uno scompenso ormonale transitorio?
“In caso di irregolarità del ciclo – risponde la Dottoressa Testa – qualunque donna in età fertile dovrebbe effettuare i dosaggi ormonali per verificare l’eventualità di una menopausa precoce. Per poter arrivare ad una diagnosi certa occorrono comunque almeno 9/12 mesi consecutive di assenza mestruale, la valutazione complessiva del ginecologo endocrinologo ed esami clinici che confermino la presenza di un’insufficienza ovarica”.
E se si tratta davvero di una menopausa precoce che fare?
“Per alleviare i classici disturbi menopausali come le vampate, la migliore soluzione disponibile resta la terapia ormonale sostitutiva – afferma PierGiorgio Crosignani, ordinario di ginecologia e ostetricia all’Università di Milano – Oltretutto più è precoce l’insufficienza ovarica, maggiore è la probabilità che i sintomi siano pesanti “.
“Tuttavia gli ultimi studi hanno gettato ombre sulla terapia ormonale sostitutiva e hanno fatto sì che molte donne siano oggi restie a prendere gli ormoni così a lungo.
I rischi delle formulazioni attuali, che sfruttano dosaggi ormonali molto bassi, sono ridottissimi, inoltre più la donna è giovane – continua Crosignani- migliore è la tollerabilità della terapia sostitutiva e minori i suoi effetti collaterali.”
“Per una donna giovane, - continua Giovanna Testa - un sintomo particolarmente fastidioso è quello della secchezza vaginale, che può provocare dolore durante i rapporti sessuali. Il problema può essere affrontato a livello locale, con gel od ovuli vaginali e aumentando la frequenza dei rapporti. Questi infatti, favoriscono un maggior afflusso di sangue che a sua volta contribuisce ad una migliore lubrificazione dell’area. Inoltre sembra che una vita sessuale più intensa possa stimolare una maggiore produzione di estrogeni da parte delle ghiandole surrenali, con tutti i benefici del caso”.
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