24/07/2008
DONNE E PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE
A cura della Dott.ssa Marcella Longo Dirigente medico I - Specialista in Cardiologia presso Fondazione I.R.C.S.S. Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena (MI)
Responsabile Scientifico del progetto di Prevenzione "Cardiorisk" in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità
Alta mortalità. E'ormai noto che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità e morbilità nei paese industrializzati. La eziologia più frequente è l'aterosclerosi che, colpendo i vasi del cuore o del cervello, può causare infarto cardiaco e/o ictus. Il dato meno diffuso, è che l'impatto della malattia aterosclerotica non riguarda solo il sesso maschile ma anche quello femminile: dati mondiali indicano che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte fra le donne. Anche dati Italiani indicano come prima causa di mortalità fra le donne le malattie cardiovascolari (46.8%). Nonostante questi dati, la popolazione femminile risulta ancora poco sensibile e poco sensibilizzata anche dai medici a questo problema. Da una ricerca americana recente risulta che meno del 50% delle donne è a conoscenza dell'importanza delle malattie cardiovascolari anche nel sesso femminile e che solo il 13% delle donne si preoccupa di eseguire controlli mirati.
Come combattere questo problema. Si può imparare da quanto già fatto in ambito di prevenzione tumorale.Infatti il successo che negli anni si è ottenuto nella prevenzione e diagnosi precoce delle malattie tumorali femminili, si è basato principalmente sulla diffusione della informazione. Le raccomandazioni di eseguire periodicamente esami come PAPtest e mammografie, sono ormai largamente seguite nella popolazione femminile nel mondo e nel nostro paese. I risultati sono stati eccellenti con un calo importante della mortalità per tumore al seno e alla cervice. Ora bisogna puntare con lo stesso impegno sulla prevenzione cardiovascolare. Per prima cosa, le donne devono sapere che le malattie cardiovascolari sono nella maggior parte dei casi, correlabili alla presenza di condizioni "di rischio" distinte in non modificabili e modificabili. Nel primo gruppo ricordiamo l'età, il sesso e la familiarità. Nel secondo- assai più numeroso- ricordiamo il fumo; l'obesità, l'ipertensione arteriosa; la dislipidemia; il diabete; la sedentarietà. Proprio su queste condizioni che possono essere corrette, bisogna intervenire .
Uno stile di vita sano. Quindi per prima cosa le donne devono sapere che oltre ai tumori, si possono prevenire anche malattie quali infarto ed ictus che possono essere - anche se non fatali - gravemente invalidanti. Una volte informate, le donne devono seguire uno stile di vita "sano", spesso identificate con l'aggettivo "mediterraneo" includendo in questo oltre ad una alimentazione ricca di verdure e pesce anche una attività fisica regolare giornaliera (anche solo 30 minuti di camminata). Importante è infine il rapporto con il proprio medico di fiducia a cui rivolgersi e con cui concordare controlli periodici della pressione arteriosa e degli esami del sangue.
Può essere un occasione di parlare di prevenzione cardiovascolare, anche la periodica visita dal ginecologo che seguendo di norma con periodicità le pazienti può avviarle ad eventuali esami mirati. In questo percorso a tappe, a cadenze differenti in base all'età e alle problematiche, cruciale anche il ruolo dello specialista cardiologo. Tutte queste attenzioni che ciascuna donna deve a se stessa, per mantenersi in buona salute, acquistano un peso ancora più importante in alcune fasi come il momento della menopausa, o in presenza di familiarità per cardiopatie.
Nei prossimi anni vedremo se sarà possibile anche nel campo delle malattie cardiovascolari, ridurre il numero di uomini e donne che ogni anno si ammalano di cuore o di ictus.
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