20/01/2010
Minori:vittime bullismo a rischio suicidio, allarme da Milano
Milano, 18 gen. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il cuore spezzato da pettegolezzi crudeli, gli insulti e le violenze fra i banchi di scuola, la solitudine 'forzata' che diventa insopportabile. Si puo' essere giovanissimi e desiderare di farla finita. Succede alle vittime del bullismo. Ragazzi presi di mira, umiliati da coetanei aggressivi. I loro 'carnefici', giorno dopo giorno, gli fanno terra bruciata intorno, usando anche il web come amplificatore, ed "e' cosi' che finiscono per vedere la morte come unica via d'uscita". L'allarme degli esperti arriva da Milano, dove oggi l'associazione Cuore e parole onlus ha organizzato il secondo Workshop 'Scelgo io! Bullismo? No grazie', incontro-laboratorio per ragazzi tra i 13 e i 16 anni e i loro insegnanti.
Nella metropoli solo l'ospedale Fatebenefratelli, che ospita un centro di riferimento per il disagio adolescenziale, dal 2007 a fine 2009 ha seguito 55 casi di vittime del bullismo che hanno tentato il suicidio, l'ultimo proprio una decina di giorni fa. "Ma in realta' sono molti di piu' i teenager schiacciati dalle prepotenze dei bulli che provano a togliersi la vita", spiega Luca Bernardo , direttore del Dipartimento materno-infantile del Fatebenefratelli e responsabile del primo ambulatorio per le vittime del bullismo. "Il fenomeno - aggiunge - e' molto piu' ampio e resta sommerso. La comunita' scientifica stima che i casi siano 25 volte quelli segnalati". E a confermare che i numeri ufficiali sono riduttivi, prosegue, "sono le stesse forze dell'ordine. Se l'Istat segnala 19 suicidi nel 2008 in Lombardia, i militari avvertono che i tentativi non riusciti sono il triplo. Sfuggono al conteggio anche gli incidenti stradali che nascondono un tentativo di suicidio".
Ansia, depressione, disturbi del comportamento. Le vittime del bullismo entrano in un tunnel che puo' portare a gesti disperati. "E oggi la situazione e' aggravata ancora di piu' dal cyber-bullismo", sottolinea Bernardo. "E' il bullismo piu' moderno: la spettacolarizzazione di episodi che si svolgono in un contesto piu' ristretto, come le scuole. Il bullo diventa un eroe multimediale e anche la vittima viene presentata come preda in una forma altrettanto globalizzata". Un fenomeno in crescita. dal quotidiano "LIBERO"
18/01/2010
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